Principi di una scienza nuova d'intorno alla comune natura delle nazioni

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Società tipografica de' Classici italiani, 1843 - 488 pagini
 

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Pasaje populare

Pagina 437 - ... onde fece o ritardò i suoi progressi; meditò, finalmente, in certi suoi sforzi di alcuni suoi sensi diritti, i quali poi avevangli a fruttare le riflessioni sulle quali lavorò l'ultima sua opera della Scienza nuova, la qual appruovasse tale e non altra aver dovuto essere la sua vita letteraria.
Pagina 396 - ... suoi canoni non s'innalzò troppo all'universo delle città ed alla scorsa di tutti i tempi né alla distesa di tutte le nazioni. Ma Ugon Grozio pone in sistema di un dritto universale tutta la filosofia e la filologia in entrambe le parti di questa ultima, sì della storia delle cose o favolosa o certa, sì della storia delle tre lingue, ebrea, greca e latina, che sono le tre lingue dotte antiche che ci son pervenute per mano della cristiana religione. Ed egli molto più poi si fe...
Pagina 423 - ... dalla quale per tutta l'opera dimostra il diritto naturale delle genti ordinato; sulla quale storia eterna corrono in tempo tutte le storie particolari delle nazioni ne' loro sorgimenti, progressi, stati, decadenze e fini.
Pagina 13 - ... o sia uno stato di perfezione, dal quale se ne potessero misurare i gradi e gli estremi, per li quali e dentro i quali, come ogni altra cosa mortale, deve essa umanità delle nazioni correre e terminare...
Pagina 36 - Scienza, dobbiamo vestire per alquanto, non senza una violentissima forza, una si fatta natura e, 'n conseguenza, ridurci in uno stato di una somma ignoranza di tutta l'umana e divina erudizione, come se per questa ricerca non vi fussero mai stati per noi né filosofi né filologi.
Pagina 381 - Or, per sapere ordinatamente i progressi del Vico nelle filosofie, fa qui bisogno ritornare alquanto indietro: che, nel tempo nel quale egli partì da Napoli, si era cominciata a coltivare la filosofia d'Epicuro sopra Pier Gassendi, e due anni doppo ebbe novella che la gioventù a tutta voga si era data a celebrarla; onde in lui si destò voglia d'intenderla sopra Lucrezio. Nella cui lezione conobbe che Epicuro, perché niegava la mente...
Pagina 38 - La quale scienza ne addottrini come, alle nuove occasioni delle umane necessità, per vari stati la mente dell'uomo solo siasi ita spiegando sopra al suo primiero fine di voler conservata la sua natura: prima con la conservazione delle famiglie, poi con la conservazione delle città, appresso con la conservazione delle nazioni, e finalmente con la conservazione di tutto il genere umano.
Pagina 226 - ... secoli nono, decimo, undecimo, duodecimo (lo che non avvenne a Virgilio), se non avesse saputo affatto né della scolastica né di latino, sarebbe riuscito più gran poeta, e forse la toscana favella arebbe avuto da contrapporlo ad Omero, che la latina non ebbe.
Pagina 374 - Dritto naturai delle genti, il quale e fosse comodo a spiegare le origini del Dritto Romano, ed ogni altro civile gentilesco per que,l che riguarda la storia, e fosse conforme alla sana dottrina della Grazia per quel che ne riguarda la morale Filosofia. Nel medesimo tempo Lorenzo Valla , con l...
Pagina 367 - ... padri a insegnarsi nella scuola prima e in quella dell'umanità, e passò l'ottobre seguente a studiare la logica. Nel qual tempo, essendo di està, egli si poneva al tavolino la sera, e la buona madre, risvegliatasi dal primo sonno e per pietà comandandogli che andasse a dormire, più volte il ritruovò aver lui studiato infino al giorno; lo che era segno che, avvanzandosi in età tra gli studi delle lettere, egli aveva fortemente a diffendere la sua stima da letterato.

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